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La storia del Teatro
La
più importante delle opere di sistemazione, adattamento e ampliamento avvenuta
nel periodo che va fra la proclamazione del Regno d' Italia e la Repubblica è
quella del Teatro.
Animati da grandi ambizioni i primi amministratori progettarono di costruire un
nuovo teatro usando l' area scoperta che allora stava dietro la loggia della
Misura, poi ripiegarono sull' ampliamento della sala in Rocca che era stata
approntata a quell' uso fin dagli
anni trenta, quella che vide (1851) l' impresa banditesca del Passatore, il cui
volto, stupidamente falso, è finito oggi nelle etichette dei vini romagnoli.
I lavori di ampliamento iniziarono il 29 maggio del 1878 su progetto dell' ing.
Giacomo Fabbri di Bertinoro.
Furono rinforzate le volte sotto la platea, costruite due gallerie, ridotto a
piano il soffitto a volta, aggiunto al vecchio edificio il vano scala, fu
abbassato il piano del palcoscenico e data la doratura ai capitelli delle
colonne in ghisa delle gallerie.
I dipinti del soffitto e il sipario furono opera del pittore Forlimpopolese
Bacchetti.
All' esterno si fece il cornicione e si aprirono nel cortile due nuove botteghe.
Nel 1883 quando il teatro fu inaugurato, il Comune si liberò dell' enfiteusi
della Rocca e delle fosse che era stato costretto a pagare in luogo dei Capponi.
Si intitolò il cortile interno ad antonio Fratti (1898) e il teatro a Giuseppe
Verdi.
Nel 1920 il Teatro venne concesso per rappresentazioni cinematografiche.
Il teatro restaurato e ampliato è stato inaugurato nel 1982.
